Salute 2.0 - Social Media e Sanità

L’empowerment del cittadino-paziente rivoluzionerà il mondo sanitario?

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Produzione e distribuzione di dispositivi medici, ausili e tecnologie per la salute

Il fantasma delle tecnologie per una società accessibile e includente

Scritto da Domenico Tosello su 29 Luglio 2010

blog-disabili.pngNell’ultimo rapporto ISTAT sulla disabilità in Italia si parla finalmente di “nuove” tecnologie della comunicazione e dell’informazione ma è praticamente assente il tema di quanto la tecnologia mette a disposizione per migliorare la qualità di vita dei cittadini disabili: protesi, ausili, tecnologie assistive, domotica, servizi e-care, ecc.
Come scrivo nel blog di Disabili.com, a fronte Aziende Sanitarie, Sistemi Sanitari Regionali e politici che si ostinano a vedere gli ausili come una mera spesa, una “voce di costo” da limitare o ridurre e non sanno/vogliono vedere i “costi sociali” dell’ausilio scadente o assente, della mancata produttività dei non occupati ecc. sarebbe ora di cominciare a ragionare in maniera sistemica e far vedere all’opinione pubblica, alla politica, alla sanità e al mondo economico che investire in una società accessibile e includente significa non solo rispondere ai diritti di cittadinanza di che ha qualche disabilità, ma significa anche sviluppare un tessuto economico – biomedicale, edilizia, turismo, servizi - e renderlo più produttivo e sostenibile per tutti.

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Il futuro della medicina parla cinese

Scritto da Domenico Tosello su 14 Maggio 2010

dxy.jpgA non sapere il cinese si rischia la miopia. Faccio ammenda, non so il cinese e a seguire prevalentemente il fenomeno Health 2.0 americano e occidentale non mi ero ancora reso conto degli enormi progressi compiuti dalla Cina nel settore salute.
In realtà, proprio alcuni giorni fa, un manager tornato dopo 12 anni trascorsi a Shanghai mi diceva che la forza della Cina è nel numero. Beh, sembra banale ma… come evidenzia Bertalan Meskó nel suo post, mentre la piu’ vasta community medica USA raggiunge i 110 mila medici, quella cinese raccoglie 1,4 milioni di professional sanitari!
Come reggerà il confronto la medicina, la ricerca e la tecnologia biomedica occidentale?

clipped from scienceroll.com

Medical Community in China
May 7, 2010

In the medical blogosphere, we talk a lot about medical community sites such as Sermo.com, Ozmosis.com or Doctors.net.uk and we always mention these as huge communities. Well while Sermo has over 110,000 physician members, the Chinese dxy.cn has over 1.4 million professionals on its site. It has a blog, a conference site, a pharmacy channel, biomedical business information platform, it covers more than a 100 specialties and offers thousands of jobs…

 

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Pubblicità, dispositivi medici e tutela del consumatore (medio)

Scritto da Domenico Tosello su 12 Maggio 2010

conferenza_dispositivi_medici.jpgSono un po’ perplesso. Ieri ho terminato di stilare una Check List su “Pubblicità e dispositivi medici” (il documento è già scaricabile dal sito del Distretto Biomedicale Veneto) per aiutare le imprese a fare un’autovalutazione del rispetto della normativa in materia di pubblicità sanitaria alla luce anche delle recenti linee guida del Ministero della Salute sui nuovi media - internet, sms, numero verde (!).

Quello che non mi convince è che il Ministero, per tutelare la salute del consumatore (medio), ritiene che produttori e distributori di dispositivi medici non debbano dialogare direttamente con i cittadini-pazienti. Ovvero, la pubblicità - e internet è considerato alla stregua dello spot televisivo - è accettabile solo mediata/filtrata da una commissione ministeriale di esperti, che sostanzialmente devono autorizzare (previo congruo pagamento) ogni messaggio rivolto al pubblico, mentre ad esempio “non si è ritenuto opportuno che personale medico o altro operatore sanitario rispondesse a domande di carattere tecnico-scientifico, anche se le risposte non sono configurabili come messaggio pubblicitario, a meno che il colloquio avvenga in una fase successiva all’acquisto del prodotto” (dal volume “dispositivi medici. Aspetti regolatori ed operativi” a cura del Ministero della Salute - aprile 2010).

In pratica, invece di cercare di comprendere davvero come i nuovi media stanno rivoluzionando la comunicazione personale e aziendale - attraverso siti web partecipativi, social network, twitter, forum di pazienti, SMS, ecc. - hanno semplicemente preferito farli passare per il vecchio strumento di controllo (la valutazione ministeriale, sentito il parere della commissione di esperti). Ma, dato che da alcuni anni si è passati al regime autizzatorio del silenzio-assenso e si è depenalizzato il regime delle sanzioni, è facile prevedere che le nuove linee guida ministeriali rischiano di restare largamente disattese.

Così si è persa (per il momento?) la possibilità di improntare il processo comunicativo all’interno del sistema salute sui nuovi binari della trasparenza, del dialogo, dell’autorevolezza e della verificabilità delle informazioni, della collaborazione tra operatori professionali e pazienti, ecc.

Senza fraintendere, è chiaro che il principio di cautela è sacrosanto e il rischio di medicalizzazione è presente, ma dubito che un sistema di “grida manzoniane e pochi controlli” sia in grado davvero di proteggere le fasce più deboli della società da persone e aziende che speculano sulla salute (o peggio, sulla malattia) sfruttando una comunicazione pubblicitaria poco veritiera e scorretta. Non credo infatti che questa modalità (obsoleta) di controllo della comunicazione faccia crescere l’empowerment del cittadino, la rete e la partecipazione sociale, il controllo dal basso (che, ho l’impressione, sarebbe ben più rapido ed efficace, oltre che meno costoso).

E’ ancora difficile d’altra parte - tanto per la burocrazia quanto spesso anche per le imprese - impegnate nella sempre più ardua battaglia di gestire con strumenti spuntati la complessità del XXI secolo - accorgersi e saper cogliere l’opportunità di coinvolgere i cittadini nella costruzione di una salute partecipata, un capitale sociale che forse potrebbe essere la chiave per realizzare davvero lo slogan “Coniugare sicurezza, innovazione e sostenibilità” della recente, prolissa, autoreferenziale, inconcludente Conferenza nazionale sui dispositivi medici.

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e-Health e medicalizzazione della vita… e il Blog si aggiorna!

Scritto da Domenico Tosello su 19 Febbraio 2010

saluteesocieta.jpgCon una Giornata inaugurale dedicata al tema “e-Health e medicalizzazione della vita” prende avvio il Master Universitario “e-Health e qualità dei servizi socio-sanitari (25 febbraio ore 15 - Dipartimento di Sociologia “Achille Ardigò” Strada Maggiore 45 Bologna ).

Nota personale: questo blog parteciperà “ufficialmente” a questo Master.

Devo dire che - dopo numerose docenze - fa uno strano effetto tornare “dall’altra parte” a studiare (con tanto di esami). Ma è forte la curiosità e la voglia di misurarmi “da grande” con questo tipo di esperienza, soprattutto in un contesto lontano anni luce (web) dal mio vecchio Master di Marketing.

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IBM, Google, Microsoft… quando la salute 2.0 si fa business

Scritto da Domenico Tosello su 3 Aprile 2009

ibm_google… i big iniziano a giocare.

Google Health lanciato nel maggio 2008, sta cercando di portare gli utenti a mettere online le informazioni personali sulla salute, in concorrenza con Microsoft HealthVault, ed ora ha raggiunto un accordo con IBM per la costruzione di un “servizio sanitario telematico”, capace di raccogliere i dati direttamente dal corpo degli utenti abbonati, aggiornarli in tempo reale, rendendoli immediatamente consultabili. Con questa informatizzazione si potrebbe generare, inoltre, una forte contrazione dei costi sanitari, senza per questo intaccare la quantità dei servizi offerti.

Ibm dovrebbe sviluppare una serie di dispositivi medici capaci di rilevare battito cardiaco, pressione e composizione sanguigna. La micro-clinica portatile, grazie alla tecnologia Wi-fi, sarebbe poi in grado di immettere nella rete i parametri raccolti e aggiornare istantaneamente il database di Google Health . Gli utenti abbonati potranno quindi avere a disposizione un quadro clinico ovunque, in tempo reale e, soprattutto, completo di tutti i dati necessari.

Scenari più o meno futuribili?

Se le più grandi imprese globali si stanno gettando a capofitto nella salute 2.0 intanto è probabile che non sarà una moda, e poi - se l’appetito vien mangiando - c’è l’eventualità che ci prendano gusto.

Ovvero, se IBM si mette a fare dispositivi medici e Google prosegue a sviluppare il web 3.0 (e a potersi permettere acquisizioni miliardarie) potrebbe scapparci una rivoluzione nel settore salute senza precedenti: dei nuovi standard globali comunicazione nella sanità e nel settore medical devices stravolgerebbero il biomedicale, un settore giovane e finora composto da numerosissime nicchie che potrebbe diventare appetibile ai big dell’ICT.

O viceversa, come suggerisce alla TED Conference Tim Berners-Lee, l’inventore del web, il web semantico potrebbe scombinare un’altra volta le carte e vedere emergere nuovi protagonisti?

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Distretto Biomedicale e web 2.0

Scritto da Domenico Tosello su 23 Marzo 2009

web 2.0“Get with web 2.0 or become yesterday’s person» (Richard Smith)

Si discute sulle priorità nei prossimi anni per il Distretto Biomedicale Veneto e la questione del web torna regolarmente fuori, come a ruota seguono i dubbi: come e quando il biomedicale e il sistema salute italiano entraranno nel web 2.0?

Il “nuovo marketing“, come sostiene Seth Godin, rivoluzionerà anche il B2B del settore sanitario - storico porto delle nebbie, dove prevalgono altre logiche rispetto alle 3T  (technology, trust & transparency) del web collaborativo?

Certo per le imprese è duro cambiare paradigma di marketing e organizzazione, soprattutto fino a quando il consumatore/utente/paziente è quello italiano.

Il problema si pone però nel mercato globalizzato: i cittadini/pazienti USA in Revolution Health già da un paio di anni danno i voti a medici e ospedali.

OK, la sanità americana è un’altra cosa, ma il cambiamento che si prospetta è ben più ampio e profondo e ignorarlo o sottovalutarlo è rischioso.

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Tecnologia e Gestione Ospedaliera in mostra a Cremona

Scritto da Domenico Tosello su 14 Marzo 2009

TGO Cremona“Portare nelle corsie degli ospedali tecnologie sempre piu’ moderne e mininvasive. Risposte efficaci e di qualita’, pur a fronte dei costi legati all’innovazione e della crisi che sta mettendo a dura prova l’economia internazionale.

Questa la sfida del comparto biomedicale italiano, sotto i riflettori dal 2 al 4 aprile nello spazio fieristico di Cremona con la kermesse ‘Tgo-Tecnologia e gestione ospedaliera‘: la seconda mostra-convegno dedicata all’Health Technology Assessment, presentata oggi a Milano in Regione Lombardia. Nel calendario dei lavori anche focus su argomenti di attualita’ come la nutrizione (tema chiave di Milano Expo 2015), intesa come alimentazione dei malati in ospedale, e le attivita’ di risk management volte alla prevenzione degli errori in medicina”.Il programma (preliminare) dice che per il tema “ICT e il cambiamento: nuove sfide ed esempi di eccellenza in sanità” è previsto un seminario in sessioni promosse dai singoli vendors su casi di successo / metodologie / vision e una Tavola rotonda con interventi istituzionali e di rappresentanti aziendali.

A parte la curiosità di vedere davvero questi casi di successo, ma quando vedremo dare spazio e voce anche alle comunity di pazienti e di medici?

E quando le tecnologie ICT e web porteranno a una riconfigurazione della catena del valore nella filiera della salute?

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Crisi economica: piccole imprese biomedicali a rischio

Scritto da Domenico Tosello su 4 Marzo 2009


Il portale USA Themedica, nelle previsioni per il 2009 del settore, mette in evidenza che una parte importante della domanda di assistenza sanitaria non rientra nelle spese discrezionali e non sarà colpita duramente dalla crisi economica, così come non saranno molto colpiti i prodotti a bassa tecnologia - strumenti chirurgici, siringhe, ecc. -; per i dispositivi ad alta tecnologia, come i pacemaker, la crescita sarà modesta mentre calerà la domanda attrezzature e forniture ospedaliere.

In generale, le piccole imprese che non saranno in grado di finanziarsi, potranno venire facilmente acquisite dalle grandi imprese.

E’ il mercato, baby! Prima di uscire, passare alla cassa.

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