e-Care 2.0: la domanda di salute partecipata c’è, adesso si tratta di fare
Scritto da Domenico Tosello su 9 Luglio 2009
L’e-Care Forum è stato un buon punto di partenza, riuscito nel suo intento di non dare risposte ma di mettere sul tappeto le questioni.
Molto interessante la ricerca introduttiva di Isabella Cecchini di Eurisko sulla cultura della salute in Italia: i cambiamenti in questo campo ci sono, sono significativi, piuttosto rapidi, confortanti e (sigh) piuttosto trascurati dagli operatori sanitari e dalle istituzioni.
Parole chiave: multicanalità informativa, approccio più olistico alla salute, autocura (riguarda ben il 20% delle pratiche di cura), bisogno e valore etico dell’ascolto del paziente-cittadino-utente, salute come ambito di grande investimento e grande bisogno di capire (cure e centri di eccellenza).
L’elite socio-culturale del paese è quella che utilizza maggiormente internet per la salute, ma che attualmente genera una domanda ancora insoddisfatta.
Questioni chiave aperte:
- i bisogni dei pazienti (cosa si cerca sul web)
- i percorsi informativi
- i contenuti (affidabilità)
- gli effetti dei pazienti empowered sul Sistema Sanitario
Tralasciando la tavola rotonda mattutina, con gli interventi delle aziende sulle ICT in sanità, che non ha messo in luce particolari novità, nel pomeriggio, più web 2.0 - grazie anche al moderatore Michele Ficara Manganelli che ha personalmente provveduto alla diretta in Rete con la propria webcam (qui il video) - sono emerse interessanti riflessioni, spunti e provocazioni sul ruolo dei Social Media nella salute.
Luca Conti ha introdotto il tema del web partecipativo e dei social network con una carrellata di casi di applicazioni in campo sanitario – per forza di cose più americani che nostrani: dal blog della Mayo Clinic al (controverso) twitter del pilota diabetico sponsorizzato dalla casa farmaceutica…
Gianluigi Cogo - qui il suo post sul tema - sottolinea che il web è un mezzo abilitante ma la sfida è passare al vero ascolto e alla progettazione e realizzazione di una reale user experience, non limitarsi ad una banale trasposizione dall’analogico al digitale dei servizi e dei processi sanitari; c’è inoltre – soprattutto nella pubblica amministrazione - il timore di “metterci la faccia e la reputazione personale” e sottolinea infine che la cittadinanza digitale richiede un personale coinvolgimento - anche in termini di doveri - alla partecipazione e incita alla disobbedienza innovativa.
Linnea Passaler ha presentato il progetto di portare in Italia l’iniziativa inglese PatientOpinion.
Dario Betti ha delineato brevemente i diversi aspetti tecnici della user experience, della co-progettazione con l’utente, della trovabilità, che - come i molti altri temi discussi - meriteranno un approfondimento.
Alfredo Pascali, marketing manager al IRCCS Monzino, ha sottolineato l’enfasi che il paziente pone sulla qualità della relazione medico-paziente, non solo in fase acuta ma nel corso del tempo e che quindi come struttura sanitaria hanno scelto strategicamente di far rientrare le applicazioni del web 2.0 nel più ampio progetto di CRM verso i propri utenti.
[doverosa integrazione] Bruno Conti ha parlato del volontariato socio-sanitario, che è una grandissima realtà Italiana e che sarà sicuramente un valido aiuto nella crescita della sanità 2.0, ovviamente dal basso ovvero dalle esigenze della popolazione, presentando il Social Network del Corpo Nazionale Medici Volontari.
La sensazione, a caldo, è che l’interesse su questi temi stia crescendo rapidamente, e che la strada da fare sia molta ma che c’è anche molta voglia di fare.



Bruno Conte Scrive:
Buongiorno Domenico.
Non che il mio sia stato un grandissimo intervento, ma almeno citare il fatto che nel volontariato socio-sanitario, che è una grandissima realtà Italiana e che sarà sicuramente un valido aiuto nella crescita della sanità 2.0, ovviamente dal basso ovvero dalle esigenze della popolazione, ci poteva stare.
Conto sul tuo apporto, grazie.
Bruno
Domenico Tosello Scrive:
Chiedo venia, a scrivere di notte si rischia di saltare qualche appunto.
Ho lavorato per anni nel volontariato - e a Padova è/era particolarmente vivo - e riconosco che non solo è importantissimo ma che ha la specificità di mettere al centro la qualità della relazione che in un settore come quello della sanità è cruciale, anzi spesso è l’anello debole.
Nota personale: avendo moglie abruzzese ho ancora di più apprezzato il lavoro e l’impegno della tua lodevole associazione del Corpo Nazionale Medici volontari in Abruzzo.
eCare – un buon punto di partenza | Webeconoscenza Scrive:
[…] mi dilungo con il resoconto che, in effetti, è stato brillantemente anticipato da Domenico Tosello il quale ha inquadrato benissimo l’utilità dell’evento in proiezione futura. Proiezione […]
Alfredo Pascali Scrive:
Grazie Domenico per la sintesi degli interventi, la cosa più bella è vedere che da diversi punti di vista, anche non solo di operatori sanitari, ci sia nuova attenzione al tema della centralità del paziente e che il web ci consenta di farlo in modo nuovo e globale, alla prossima occasione di approfondimento !!!